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	<title>A.T.C. - Associazione Turistica Calenzano &#187; Il Territorio</title>
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	<description>Associazione Turistica Calenzano</description>
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		<title>L&#8217;Olio di Calenzano</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 14:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cosméoli]]></category>
		<category><![CDATA[Olio]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/olio.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g229]"></a>L’olivo è una delle coltivazioni più caratteristiche della Toscana, parte integrante del paesaggio della nostra regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Coltivato su circa 93 mila ettari da nord a sud della Toscana, è presente con numerose varietà tra le quali le più diffuse sono il Frantoio (per il 48% degli alberi), il Moraiolo (22%), il Leccino (14%), mentre le altre piante sono distribuite tra Pendolino e Maurino.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;olivo è tradizionalmente considerato come una specie che non necessita di molte cure colturali, in realtà una buona conduzione di un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/olio.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g229]"><img class="alignleft size-medium wp-image-230" title="Alcune bottiglie prodotte nel territorio" src="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/olio-300x221.jpg" alt="Alcune bottiglie prodotte nel territorio" width="300" height="221" /></a>L’olivo è una delle coltivazioni più caratteristiche della Toscana, parte integrante del paesaggio della nostra regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Coltivato su circa 93 mila ettari da nord a sud della Toscana, è presente con numerose varietà tra le quali le più diffuse sono il Frantoio (per il 48% degli alberi), il Moraiolo (22%), il Leccino (14%), mentre le altre piante sono distribuite tra Pendolino e Maurino.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;olivo è tradizionalmente considerato come una specie che non necessita di molte cure colturali, in realtà una buona conduzione di un oliveto richiede una cura attenta e la capacità di potare l’olivo secondo le varie modalità di &#8220;allevamento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In Toscana la coltura più tradizionale è quella a vaso policonico, caratterizzato da un tronco centrale alto circa 80 cm e da 3-4 branche che si dipartono dal tronco con la vegetazione a formare un cono, oppure il vaso cespugliato, caratterizzato da un minimo di 4 fino a 6 branche che invece partono direttamente dalla ceppaia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le concimazioni sono essenziali per uno sviluppo equilibrato e una buona produttività; ciò presuppone la conoscenza della fertilità dei terreni e dalle esigenze nutrizionali delle piante.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i fattori caratteristici della produzione dell’olio toscano c’è anche la modalità di raccolta delle olive che avviene principalmente nel mese di novembre. Le olive si &#8220;brucano&#8221; a mano o con elementari strumenti come il &#8220;pettine&#8221; o cogliolive direttamente sull’albero. La lavorazione deve avvenire entro 24 ore dalla raccolta per dare all’olio quel particolare sapore piccante e amaro che distingue l’olio toscano.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La cultura dell’olio a Calenzano: una passione antica</h2>
<p style="text-align: justify;">Le colline che contornano la città sono particolarmente adatte alla coltivazione dell’olivo grazie alle caratteristice del terreno molto fertile e con ph alcalino appropriato.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la posizione geografica favorisce l&#8217;ottima produzione di olio. Buona parte del territorio di Calenzano si trova infatti in una zona di confine, al limite tra dove si può coltivare l’olivo e dove invece è troppo alto e troppo a nord. In queste zone prevale un clima fresco che dà alle olive stesse un sapore particolare e tiene lontana la mosca olearia, uno dei peggiori nemici dell’olio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra particolarità dell&#8217;olio di Calenzano è quella della monocoltura, ovvero la raccolta e spremitura delle olive per specie di albero. Normalmente infatti le aziende agricole raccolgono tutte le diverse olive assieme, mentre qui si tende a fare un olio unicamente da una specie, così da fargli acquisire un sapore speciale di quel tipo di albero.</p>
<p style="text-align: justify;">Le varietà di olivo che vengono coltivate a Calenzano sono:</p>
<ul>
<li>Il leccino e il pendolino che producono olii molto fini e delicati. Ottimi per accompagnare verdura e pesce.</li>
<li>Il moraiolo è un olio più deciso, importante, buono sulla carne o su piatti come la ribollita.</li>
<li>Il frantoio è invece molto saporito, si gusta bene con erbe cotte che ne esaltano i profumi.</li>
</ul>
<h2 style="text-align: justify;">Le fattorie</h2>
<p style="text-align: justify;">A Calenzano sono diverse le  fattorie e aziende agricole che portano avanti la produzione dell’olio. Quasi tutte hanno aderito al Consorzio I.G.P. Olio Extra Vergine di Oliva Toscano.</p>
<p style="text-align: justify;">La produzione di queste aziende è all’incirca di mille quintali d’olio l’anno. Si calcola inoltre che ce ne siano altri duemila quintali prodotti da aziende agricole minori.</p>
<h2 style="text-align: justify;">D.O.P. e imbottigliamento</h2>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;Olio prodotto nel territorio di Calenzano ed in altre zone della provincia di Firenze e Prato, è stata accordata la &#8220;Denominazione di Orgine Protetta &#8211; D.O.P. &#8211; Olio Extra Vergine di Oliva delle Colline di Firenze&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per salvaguardare e dare continuità a questa produzione tradizionale, con il sostegno anche dell&#8217;Amministrazione Comunale, è in progetto la costituzione di un consorzio fra i produttori e la realizzazione di un centro unificato di imbottigliamento in modo da permettere, oltre ad una maggiore commercializzazione ed  un risparmio sui costi di produzione, la garanzia di un elevato standard di qualità del prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre legato all&#8217;imbottigliamento, il Corso di Laurea di Disegno Industriale che ha sede a Calenzano, ha attivato un  progetto, unico in Italia, per lo studio di nuovi contenitori per l&#8217;olio di oliva.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La Città dell&#8217;Olio</h2>
<p style="text-align: justify;">Il Comune ha aderito all&#8217; Associazione Nazionale Città dell’Olio che ha come finalità la tutela, la conoscenza e la promozione dell&#8217;olio extra vergine di oliva e delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche, storiche e culturali dei territori a particolare vocazione olivicola.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Cosméoli</h2>
<p style="text-align: justify;">Calenzano promuove una nuova linea cosmetica a base di olio extravergine di oliva prodotto sul territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di quattro prodotti, sali da bagno, saponetta, shampo e crema per il corpo, per i quali è titorale del marchio e della diffusione l&#8217;Associazione Turistica di Calenzano.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La Fiera dell’Olio</h2>
<p style="text-align: justify;">Da oltre 20 anni, si svolge a fine novembre la manifestazione &#8220;L&#8217;Olio &#8211;  mostra mercato dell&#8217;olio d&#8217;oliva&#8221; nel corso della quale vengono proposti  percorsi culturali ed enogastronomici.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla presentazione ed alla degustazione dell&#8217;olio novo, vengono organizzate esposizioni  degli antichi macchinari,  corsi per assaggiatori d’olio, visite guidate alle ville-fattorie ed ai frantoi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per promuovere e valorizzare la produzione locale, l&#8217;Amministrazione comunale ha dedicato il Calendario annuale 2007 all&#8217;Olio di Calenzano.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://web.comune.calenzano.fi.it/portale/schede/ufficio_relazioni_con_il_pubblico/informazioni-turistiche/olio-di-calenzano" target="_blank">Comune di Calenzano</a></p>

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		<title>Il &#8220;Tempo&#8221; di Karavan</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 13:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/ruota.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g223]"></a>E&#8217; la rappresentazione di una ruota, la nuova opera dell&#8217;architetto israeliano Dani Karavan, che sarà posizionata in mezzo alla rotatoria davanti al casello autostradale dell&#8217;A1, grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Costituirà la porta di ingresso e il segno identitario di tutta l&#8217;area metropolitana tra Firenze e Prato, sia per la simbologia scelta che per la collocazione in uno snodo viario strategico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera sarà una ruota di 18 metri di altezza e 1 metro di larghezza. È stata scelta come il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/ruota.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g223]"><img class="size-medium wp-image-227 alignleft" title="La ruota" src="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/ruota-199x300.jpg" alt="La ruota" width="199" height="300" /></a>E&#8217; la rappresentazione di una ruota, la nuova opera dell&#8217;architetto israeliano Dani Karavan, che sarà posizionata in mezzo alla rotatoria davanti al casello autostradale dell&#8217;A1, grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Costituirà la porta di ingresso e il segno identitario di tutta l&#8217;area metropolitana tra Firenze e Prato, sia per la simbologia scelta che per la collocazione in uno snodo viario strategico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera sarà una ruota di 18 metri di altezza e 1 metro di larghezza. È stata scelta come il simbolo di due culture presenti nell&#8217;area metropolitana: l&#8217;antica vocazione agricola e il recente insediamento industriale. La ruota infatti riconduce al carro, strumento caro alle tradizioni agricole ma anche simbolo dello sviluppo tecnologico, dell&#8217;innovazione e della creatività. Sarà poi appoggiata su un letto d&#8217;acqua, per ricordare la tradizione di gore e mulini delle valli ai piedi della Calvana e del Monte Morello e per valorizzare l&#8217;attenzione di questo territorio verso lo sviluppo sostenibile e le energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ringraziamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato per aver deciso di finanziare l&#8217;opera &#8211; ha detto il Sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani &#8211; La ruota di Karavan sarà uno degli interventi di riqualificazione legati al completamento del III lotto della direttrice Mezzana/Perfetti Ricasoli e darà un importante segnale di qualità urbana. In questo modo si vuole valorizzare l&#8217;immagine del Comune di Calenzano non solo come snodo industriale e commerciale alle porte di Firenze, ma anche come itinerario turistico e storico da scoprire e promuovere&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="260" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="&amp;file=http://www.intoscana.it/streaming/flv/91641-0.flv&amp;height=260&amp;width=320&amp;autostart=false&amp;image=http://www.intoscana.it/images/large/1/bbac630cdfc35e4f7de9e282547af39ab6c5e4e.jpg" /><param name="src" value="http://www.intoscana.it/intoscana/resources/jw_flv_player/flvplayer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="260" src="http://www.intoscana.it/intoscana/resources/jw_flv_player/flvplayer.swf" allowfullscreen="true" flashvars="&amp;file=http://www.intoscana.it/streaming/flv/91641-0.flv&amp;height=260&amp;width=320&amp;autostart=false&amp;image=http://www.intoscana.it/images/large/1/bbac630cdfc35e4f7de9e282547af39ab6c5e4e.jpg"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">&#8220;Video tratto da <a title="Video tratto da www.intoscana.it" href="http://www.intoscana.it/">www.intoscana.it</a>&#8220;</p>

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		<title>Torre di Baroncoli</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 12:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Torri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/torre-di-baroncoli.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g211]"></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Torre di Baroncoli si raggiunge con una lieve deviazione da via di Baroncoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruzione incompiuta, fatta edificare da Carlo Ginori detto Il Vecchio (1473-1527) come dimora rurale. Date le caratteristiche l&#8217;edifico potrebbe essere stato disegnato da Baccio d&#8217;Agnolo, che per la famiglia Ginori svolse numerosi lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo altre fonti invece, La Torre di Baroncoli o Torre Digerini-Nuti appartenne molto probabilmente in principio alla famiglia Da Sommaia, mentre nel catasto della zona del 1427, l&#8217;edificio risulta essere di Piero di Francesco di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/torre-di-baroncoli.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g211]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-212" title="La torre" src="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/torre-di-baroncoli-300x163.jpg" alt="La torre" width="300" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Torre di Baroncoli si raggiunge con una lieve deviazione da via di Baroncoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruzione incompiuta, fatta edificare da Carlo Ginori detto Il Vecchio (1473-1527) come dimora rurale. Date le caratteristiche l&#8217;edifico potrebbe essere stato disegnato da Baccio d&#8217;Agnolo, che per la famiglia Ginori svolse numerosi lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo altre fonti invece, La Torre di Baroncoli o Torre Digerini-Nuti appartenne molto probabilmente in principio alla famiglia Da Sommaia, mentre nel catasto della zona del 1427, l&#8217;edificio risulta essere di Piero di Francesco di Ser Gino, uno dei capostipiti della famiglia Ginori.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edificio divenne di proprietà della famiglia Digerini-Nuti in quanto parte di una dote, e nel 1913 venne dichiarato di notevole valore artistico: come si vede dalle imagini è parzialmente ingabbiato dai ponteggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Marcello Mannini nella sua guida riferisce che all&#8217;interno della costruzione si possono osservare numerosi architravi e capitelli in pietra decorati e gli stemmi della famiglia Ginori e della famiglia Bartolini cui apparteneva Cassandra, moglie di Carlo Ginori.</p>
<p style="text-align: justify;">La torre è ben visibile dal Castello di Calenzano e si trova ad una altitudine di 220 metri sul mare.</p>

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		<title>Calenzano Alto</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 11:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Castello]]></category>
		<category><![CDATA[Legri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/calenzano-alto.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g207]"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Calenzano Alto conserva ancora oggi l&#8217;aspetto caratteristico del villaggio fortificato, con schema a pianta ovale, tipico dei centri di collina, racchiuso da mura che, adagiandosi seguendo le curve di livello e la morfologia del colle, cingono un&#8217;area di circa un ettaro e mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Castello si erge sul cocuzzolo più alto della collina che si stacca dai contrafforti boscosi di Monte Morello, visibile dai quattro punti cardinali e vigile sentinella delle importanti vie di comunicazione che fin dall&#8217;antichità, risalendo lungo la valle collegavano ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/calenzano-alto.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g207]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-208" title="Panorama" src="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/calenzano-alto-300x163.jpg" alt="Panorama" width="300" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Calenzano Alto conserva ancora oggi l&#8217;aspetto caratteristico del villaggio fortificato, con schema a pianta ovale, tipico dei centri di collina, racchiuso da mura che, adagiandosi seguendo le curve di livello e la morfologia del colle, cingono un&#8217;area di circa un ettaro e mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Castello si erge sul cocuzzolo più alto della collina che si stacca dai contrafforti boscosi di Monte Morello, visibile dai quattro punti cardinali e vigile sentinella delle importanti vie di comunicazione che fin dall&#8217;antichità, risalendo lungo la valle collegavano la piana fiorentina al Mugello.</p>
<p style="text-align: justify;">La fortificazione di questa collina si deve ai conti Guidi, cavalieri di origine longobarda, le cui proprietà, tra X e XII secolo, si estendevano dal Casentino alla Romagna, dal Valdarno di Sopra ad Empoli e Pistoia. A questa potente famiglia l&#8217;Imperatore Enrico VI concedette nel 1191 Kalenzanum cum tota curte sua, cioè con tutte le terre circostanti su cui venivano esercitati i diritti della signoria feudale, in particolare Monte Morello e le corti di Legri e Travalle.</p>

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		<title>Villa Ginori a Collina</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 11:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Ville]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/villa-ginori.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g198]"></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Villa Ginori a Collina si trova in località Collina presso Calenzano (provincia di Firenze), in via di Collina 15.</p>
<p style="text-align: justify;">La villa si trova in posizione panoramica sulla sommità dell&#8217;omonimo colle sul quale si distende un bosco di querce e pini. Dalla strada principale si inerpica una lunga strada fiancheggiata da un doppio filare di cipressi, che conduce fino alla villa.</p>
<p style="text-align: justify;">Anticamente appartenuta alle famiglie Aleotti, Rimbettini e Lappacci, quando pervenne ai Salviati la villa venne ingrandita ed assunse più o meno ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/villa-ginori.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g198]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-199" title="villa-ginori" src="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/villa-ginori-300x163.jpg" alt="villa-ginori" width="300" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Villa Ginori a Collina si trova in località Collina presso Calenzano (provincia di Firenze), in via di Collina 15.</p>
<p style="text-align: justify;">La villa si trova in posizione panoramica sulla sommità dell&#8217;omonimo colle sul quale si distende un bosco di querce e pini. Dalla strada principale si inerpica una lunga strada fiancheggiata da un doppio filare di cipressi, che conduce fino alla villa.</p>
<p style="text-align: justify;">Anticamente appartenuta alle famiglie Aleotti, Rimbettini e Lappacci, quando pervenne ai Salviati la villa venne ingrandita ed assunse più o meno le forme attuali. Si è ipotizzato l&#8217;intervento di Baccio Bandinelli, vicino al Cardinale Giovanni Salviati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1842 la villa e la vasta tenuta che la circondava vennero acquistate da Marianna Ginori Lisci, che aveva bisogno di una riserva di legname per la fabbrica di porcellane di Doccia (futura Richard-Ginori).</p>
<p style="text-align: justify;">La villa venne spesso usata anche come luogo deputato alla caccia e molti furono gli ospiti illustri, come il Granduca Leopoldo II, che soggiornarono nella villa e nel casino di caccia annesso alla ragnaia, fatto costruire nel Cinquecento da Antonio di Filippo Alemanni. Un secondo viale di cipressi segue porta alla villa da un altro lato ed un terzo conduce a un poggetto con tracce di un piccolo anfiteatro, denominato &#8216;la Rotonda. Un selvatico di lecci di mezzo ettaro si trova nei pressi della fattoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1964 la costruzione dell&#8217;A1 ha irrimediabilmente rotto l&#8217;unitarietà del complesso delle tenute.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la villa, costruita su probabilmante su preesistenze, si presenta con un aspetto fortificato su un terrapieno, con grandi muri perimetrali senza molte decorazioni a parte le due logge sovrapposte che si aprono sul lato sud: al pian terreno colonne di ordine tuscanico reggono tre archi a tutto sesto, mentre al piano superiore colonne più esili fanno da appoggio direttamente alla trabeazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul lato opposto invece si apre un portale con due finestre inginocchiate in pietra. Su questo lato si trova anche un giardino murato, al quale si accede da un grande cancello, dove un tempo si trovava un orto con agrumi a spalliera e una vasca che raccoglieva l&#8217;acqua per l&#8217;irrigazione dei terrazzamenti. Internamente il salone principale si sviluppa per tutta la lunghezza dell&#8217;edificio.</p>
<p style="text-align: justify;">Attorno alla villa un prato rettangolare fa da punto di vista privilegiato sul panorama, che arriva fino al Montalbano e permette di scorgere in lontananza anche le ville di Artimino e di Poggio a Caiano.</p>
<p style="text-align: justify;">La via che costeggia la villa è sormontato da un cavalcavia che congiunge il corpo di fabbrica della villa con l&#8217;Oratorio della visitazione, dove si conservano pregevoli affreschi con grottesche ed Episodi della Vita di san Giovanni Battista, della cerchia di Alessandro Allori.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la villa è usata come fattoria, mentre il casino di caccia ospita un ristorante; la ragnaia appartiene ad altri privati.</p>

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		<title>Pieve di San Severo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 10:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Legri]]></category>
		<category><![CDATA[Pievi]]></category>

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<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La pieve di San Severo si trova a Legri, nel comune di Calenzano, in provincia di Firenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime notizie risalgono al 983, quando la chiesa è menzionata nel luogo di Ligari come pieve, funzione che ha esercitato per secoli. La titolazione a San Severo, particolarmente caro ai bizantini, sembra indicare un&#8217;origine ancora più antica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edificio ha un impianto a tre navate originariamente concluse da altrettante absidi (quella sinistra è andata distrutta), spartite da due ampie arcate poggianti su pilastri a sezione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/pieve-di-legri.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g188]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-196" title="La pieve e la sua abside" src="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/pieve-di-legri-300x163.jpg" alt="La pieve e la sua abside" width="300" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La pieve di San Severo si trova a Legri, nel comune di Calenzano, in provincia di Firenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime notizie risalgono al 983, quando la chiesa è menzionata nel luogo di Ligari come pieve, funzione che ha esercitato per secoli. La titolazione a San Severo, particolarmente caro ai bizantini, sembra indicare un&#8217;origine ancora più antica.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edificio ha un impianto a tre navate originariamente concluse da altrettante absidi (quella sinistra è andata distrutta), spartite da due ampie arcate poggianti su pilastri a sezione circolare di altezza ridotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di sotto del presbiterio, ma accessibile dall&#8217;esterno, è una piccola cripta.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le opere d&#8217;arte si ricordano l&#8217;affresco della seconda metà del Trecento con San Iacopo, di Pietro di Miniato, e il Giudizio universale con la Madonna e santi, del XV secolo.</p>

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		<title>Chiesa di San Donato</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 10:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/san-donato.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g185]"></a></p>
<p style="text-align: justify;">La chiesa di San Donato sorge su una collina che domina la Val di Marina lungo l’antica strada romana che collegava Firenze con Pistoia, nel comune di Calenzano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime notizie della chiesa si ritrovano tra il IX ed il X secolo. Forse eretta su un edificio preesistente con funzioni di tipo militare, ancora nel XIV secolo la chiesa offrì riparo agli abitanti del territorio circostante in fuga dalle incursioni ghibelline.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1450 la chiesa entrò a far parte delle proprietà medicee e nel ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/san-donato.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g185]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-201" title="La Chiesa" src="http://www.atccalenzano.it/wp-content/uploads/2009/07/san-donato-300x163.jpg" alt="La Chiesa" width="300" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La chiesa di San Donato sorge su una collina che domina la Val di Marina lungo l’antica strada romana che collegava Firenze con Pistoia, nel comune di Calenzano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime notizie della chiesa si ritrovano tra il IX ed il X secolo. Forse eretta su un edificio preesistente con funzioni di tipo militare, ancora nel XIV secolo la chiesa offrì riparo agli abitanti del territorio circostante in fuga dalle incursioni ghibelline.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1450 la chiesa entrò a far parte delle proprietà medicee e nel 1460 Carlo, figlio naturale di Cosimo il Vecchio, modificò la struttura dotandola di un elegante chiostro. Trasformata in residenza di villeggiatura, dal 1502 San Donato viene utilizzata dai canonici della propositura di Prato: in questo periodo, tra i suoi pievani illustri si ricordano Giovanni de&#8217; Medici (divenuto Papa col nome di Leone X nel 1516) e Alessandro Ottaviano de&#8217; Medici (Leone XI, 1605).</p>

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