Itinerari naturalistici

Le Croci – Casa forestale – Monte Maggiore – Pian dei Faeti – Cotrogio – Le Croci

Durata: 4 ore

Parcheggiate la macchina in Piazza delle Croci (altitudine: 427m). Lasciata la piazzetta alle spalle e attraversata la provinciale, si imbocca via di Montemaggiore (sentiero CAI n°44).  Si seguono le indicazioni del sentiero oltre un tratto in cui a sinistra c’è una zona alberata e a destra una cespugliosa. Da qui a 510m il percorso si snoda in diagonale attraverso una pineta per 1800m fino alla Casina della Forestale.

Quando a sinistra le conifere si diradano e lasciano il posto ad un bosco ceduo, lasciare le indicazioni CAI. Scesi pochi metri, a quota 689m, troviamo la Casina della Forestale. Spostandosi sul crinale di Poggio Cavallina, si può godere di un bel panorama: s’intravedono l’abitato delle Croci, l’alta Val di Marina e Monte Morello. Nelle giornate limpide, la visuale si estende fino al Montesenario (825m).

Ripreso il sentiero n°44 del CAI, si sale per altri 800m tra la pineta, costeggiando il fosso del Rimaggio. Lasciata sulla sinistra la sorgente del Rimaggio e usciti dal bosco, si attraversa in diagonale il bordo di una dolina, siamo in una zona chiamata “i conconi”.  Giunti allo spartiacque che divide la Val di Marin dalla Valle del Bisenzio, si apre una vasta distesa di prati in contrasto col fitto bosco lasciato alle spalle. Continuando a destra sul sentiero n°20 del CAI fino alla vetta (916m) di Monte Maggiore. Qui si possono incontrare cavalli e mucche allo stato brado. Giunti sulla sommità di Monte Maggiore, l’orizzonte he si apre agli occhi è notevole: dalle vette delle Apuane, proseguendo in senso orario, si proietta tutto l’Appennino Tosco Romagnolo. Orientandosi sulla carta, si scende un po’ di quota e si costeggia la pineta su un sentiero in rapida discesa, il cosiddetto “Cotrogio”. Sulla sinistra, a metà salita, si trova una croce.

Prestando attenzione al tracciato, si prosegue fino alla confluenza con la strada asfaltata, nel punto in cui si era abbandonata inizialmente, e qui occorre ripercorrerla a ritroso sino al parcheggio in Piazza delle Croci.

a cura di Carlo Berni e Cinzia Menichetti

Travalle – Chiesa di S. Maria – Farneto – Torri – Ciarlico – Sottolano – Castellaccio – Le fonti – La villa – Travalle

Durata: 4 ore

Il sentiero parte dalla piccola frazione di Travalle (altitudine: 79m). Superato l’oratorio dedicato alla Natività o a San Giuseppe, posto nell’ala ovest della villa, imboccate a destra l’antica strada medievale. Il crocevia è segnalato da un tabernacolo settecentesco. Salendo tra muri a secco, dopo 100m (a quota 94) si trova sulla sinistra la chiesa tardo settecentesca del Popolo di Santa Maria. Proseguendo per 300m, sempre sulla sinistra, desta particolare attenzione il Podere Galluzzo, dai richiami architettonici medievali, trasformato dalla famiglia Strozzi in casa signorile nel Quattrocento.

Dopo aver proseguito per 800m sulla strada campestre, rivolti verso Poggio Uccellaia, in un declivio di ulivi e coltivazioni, i muri a secco terminano. Proseguite in un bosco di pini, querce, scope e cipressi che sale per 800m (quota 209m), dove un sentiero proveniente da destra porta alla Villa cinquecentesca di Montedomini. Il sentiero piega ora sul bacino del Rio di Torri e prosegue su una zona disboscata.

Percorsi 400m dall’ultimo bivio, svoltate a sinistra, sulla strada bianca proveniente da Carraia. Arrivati allo spartiacque (225m), appaiono tre cave sul versante Nord Occidentale, mentre ad oriente erge nella sua integrità un versante del Monte Morello. La strada, abbastanza dissestata, prosegue per altri 700m in lieve salita tra la Valle di Marina e la Valle della Marinella di Travalle fino a Torri. Poco prima del borgo, sulla destra, un sentiero porta alla Grotta dei Muri, in prossimità del Fosso Ripa. Giunti a quota 281m, si configura il nucleo medievale di Torri.

Lasciato l’abitato, tenendosi sulla stessa strada per 800m, si arriva a un piccolo prato cinto ad Oriente da un gruppo di cipressi che raccoglie un pugno di case a formare il Borgo di Ciarlico (397m). Un bel panorama invita alla sosta. Avendo alle spalle i cipressi, attraversate il prato e, tenendo la destra, risalite il sentiero che supera le case; qui, sempre mantenendo la destra, continuate per 250m inerpicandovi tra le ginestre e i fitti arbusti sino ad incontrare il sentiero n°28 del CAI. A questo punto, voltante a sinistra e proseguite in diagonale per altri 750m, mantenendo una quota intorno ai 400m.

Attraversati due fossi, appena il tracciato si fa pianeggiante, imboccate sulla sinistra, in ripida discesa, il sentiero segnato in azzurro e bianco che, passando per l’ex Podere di Case Sottolano (368m), arriva al Podere Castellaccio (119m). Il sentiero corre per circa 1200m sullo spartiacque tra il Rio dei Piani e Rio Camerella. Avvicinandosi all’abitato, si vede l’antico Castello dei Conti Guidi (prima menzione: 1116). Superato il cancello in legno e dopo averlo accuratamente chiuso, tenete la destra e girare sempre a destra al bivio segnato da un cipresso. Guadato il Fosso Camerella (in secca in questo tratto), seguitene il corso a valle fiancheggiandolo fino alle fonti.

Occorre ora tornare sul sentiero e prendere indifferentemente una delle due diramazioni. Attraversato un bosco di lecci e cipressi, uscirete in un prato ai piedi del Podere Fornello. Guadata la Marinella, tenete la sinistra, dove si apre una pianura ricca di olivi, viti e campi ben curati. Seguendo la carta, arrivate al Podere Chiudente, poi scendete fino al Podere Mulinaccio. Attraversate l’aia del podere mantenendo la sinistra. Scendete poi la viottola fino ad arrivare di nuovo alla Villa di Travalle.

A cura di Cinzia Menichetti

Donnini – S. Donato – Colle di Sopra – Buca del Lupo – Fonte del Ciliegio – Morello – Sommaia – Colle di Sotto – Donnini

Durata: 6 ore

Il percorso inizia dal Donnini, centro di Calenzano (altitudine: 70m). Imboccate la strada pedonale che dall’incrocio di via Giusti con via Puccini conduce alla Pieve di San Donato (115m). La ripida salita e una rampa di antiche scale consente di arrivare sul piazzale della chiesa, dove c’è una veduta sulla Valmarina, con Travalle e la Calvana a fare da sfondo, mentre sulla sinistra c’è Calenzano Alto. Dal piazzale proseguite imboccando a sinistra una stradina asfaltata che si infila fra i terrazzamenti ad ulivo, attraversa il paretaio e, soprapassata l’autostrada, conduce a Vetta l’Erta o Colle di Sopra. Oltrepassate la strada che un tempo era la Via Maestra per il Mugello in direzione del bosco; al bivio tenetevi sulla destra, costeggiate una vecchia cava e arrivate a Coccoli: qui aggirate l’edificio sulla sinistra e reimmettetevi su una carrareccia.

Il sentiero ad un certo punto fa da tornante che lo porta a lambire una uliveta che, a sorpresa, si apre sul bosco. Proseguite sulla destra costeggiando il muro a secco fino a quando non incrociate una stradina sterrata. Attraversatela per imboccare un sentiero che ci conduce nel cuore della cipresseta. Proseguendo nel sentiero si giunge in poco tempo alla Buca del Lupo (267m), un piccolo stagno dove si abbeverano gli animali del bosco. Un crocevia di una certa importanza storica, tanto che era riportato come indicazione di luogo nelle Carte dei Capitani del XVI secolo. Da qui si diramano cinque strade, imboccate quella centrale che conduce a Casa Pecchiolo e poi a Leccio. Distaccatevene quasi subito e proseguite a destra, aggirando da sud il Poggio Bucine.

La mulattiera adesso si fa sentiero e si immette sulla “panoramica” di Monte Morello. Da quassù la vista della valle del Chiosina, dalle pendici di Monte Morello alla piana, da Sommaia a Baroncoli, è particolarmente suggestiva. La strada prosegue in leggera salita per circa 4km fino a giungere alla Fonte del Ciliegio (510m), dove si consiglia di fare tappa. Volendo, persone particolarmente preparate alle escursioni possono fare anche un salto in Terza Punta (Poggio all’Aia, 934m), inerpicandosi su per il “Rompistinchi” (sentiero CAI n°10), in un’ora e mezza si arriva in cima, sul corno più alto del “cappello di Firenze”.

Dalla Fonte del Ciliegio prendete la strada del ritorno, scendendo per il sentiero CAI n°10 che si dipana parallelo al torrente Chiosina, dal quale distaccatevi dopo 20 minuti di cammino per puntare a sinistra al Borgo di Morello, un conglomerato di origine medievale ancora accessibile. Dal Borgo scendete giù per la vecchia strada che attraverso i campi conduce alla chiesetta di Morello. Qui incrociate la strada asfaltata da percorrere in discesa fino a reimmettersi sulla destra sul sentiero CAI n°9 che, attraversato il torrente Chiosina, ci riporta sul versante di Sommaia. Dopo poche centinaia di metri, guardando in direzione del monte, si può osservare la Rocca di Loiano.

Superata una colonica la strada, prevalentemente pianeggiante, prosegue fra i campi ad un bivio: imboccate qui a sinistra una lunga e dritta strada bianca fra gli olivi, in fondo alla quale, in prossimità di Collicello, svoltate di nuovo a sinistra e scendete verso Sommaia. Arrivati a Villa Martini, imboccate la strada a destra che conduce al Colle e poi al Donnini. In alternativa, svoltate a destra all’altezza della chiesa: arriverete quasi al Colle passeggiando in suggestive stradine campestri.

A cura di Giuseppe Carovani

Lago di Legri – Quercia Mencocla – Poggio di Castro – Poggio di Leccio – Poggio all’Aia – Volmiano – Lago di Legri

Durata: 5 ore

Il sentiero parte da Legri, dalla strada Provinciale dove, poco prima del lago, sulla sinistra un’apposita edicola di legno nei pressi della fonte denominata “Acqua calda” indica la direzione dell’area botanica di Quercia Mencola. Posteggiata l’auto, attraversate la strada ed il prato, dirigendovi verso il torrente: una passerella pedonale in ferro consente di attraversare la Marinella e, subito dopo, un sentiero ripido nel bosco vi condurrà a un campo. Costeggiatelo sulla destra fino ad imboccare una stradella che porterà su una strada sterrata. Giungete a delle case sparse (Quercia Mencola) e lasciate sulla sinistra la strada che porta alla casa per poi, sulla destra, imboccate la strada che va all’area botanica.

Percorsa orizzontalmente gran parte dell’area botanica, imboccate sulla sinistra un sentiero nel bosco, appositamente indicato, che sale fino a Monte Morello (Poggio dell’Aia), passando attraverso Poggio di Castro e Poggio Leccio. Il sentiero nella prima parte si presenta sassoso e scavato dall’azione dell’acqua e dal passaggio dei muli. Dopo un quarto d’ora di salita incontrerete sulla destra uno spiazzo un tempo olivato. Chi non avesse voglia di proseguire, può qui trovare uno spazio per riposarsi ammirando davanti a sé la Tenuta di Collina.

Proseguendo, abbandonate lo stazzo sulla destra e continuate fino a un traliccio dell’Enel che lascerete sulla sinistra, poi attraversate il viottolo denominato “Via di Spugne”, che collegava un tempo Volmiano con Leccio. Proseguite in salita lungo il bosco di querce fino ad arrivare alla Cipressina, l’ampio varco che congiunge con Poggio Leccio, formato da prati e segnato da un gruppo di cipressi. Da qui un tempo passava la strada delle Romagne: a destra si apre la vista su Volmiano e la Valle di Legri, mentre a sinistra la veduta delle case ed i coltivi di Leccio.

Attraversata la Cipressina, scendete per un breve tratto a sinistra per poi imboccare sulla destra la viottola che sale verso Poggio Leccio, attraversando un bosco che progressivamente si infittisce e poi diventa una macchia di arbusti di prugnoli e biancospino. In questo tratto fate molta attenzione nel seguire le tracce del sentiero e non fatevi ingannare dalle piste di animali e cacciatori! Proseguendo attraverso la macchia, uscitene incrociando l’ampio sentiero n°9 del CAI, proveniente da Sommaia. Seguite questo sentiero per un breve tratto sulla sinistra fino ad imboccare il sentiero n°8. A questo punto, seguite il sentiero fino alla cima. Sulla sinistra un vecchio tracciato della treggiata, che conduceva alla cima, è oggi ricoperto di una folta bordura di cornioli e di frassini. Arrivate all’incrocio col sentiero n°11, proveniente da Vecciolino, e imboccate l’ultimo tratto che conduce alla cima, dentro il bosco di conifere di Poggio dell’Aia. Da qui si possono scorgere, nelle giornate serene, gran parte dei Monti dell’Appennino Toscano: dalle Apuane al Monte Amiata, al Falterona.

Per il ritorno, ripercorrete lo stesso sentiero fino ad incrociare il sentiero CAI n°9. Proseguite da qui sul sentiero n°8 che attraversa una scoscesa boscaglia. Arrivate al tratto di mulattiera e abbandonatelo presto per entrare, da sinistra, in un fitto bosco di querce, carpini e ornielli. Da qui incrocerete la carrareccia che viene da Case Mattiano e imboccate verso sinistra per Volmiano. Passate davanti alla villa di Volmiano e vedrete in lontananza, sulla destra, l’antico casolare di Sorbetole. Proseguite sulla stessa strada fino a fondovalle dove, passati prima il ponte sulla Rolla, poi quello sulla Marinella, vi troverete di nuovo in vista del Lago di Legri.

A cura di Maria e Andrea Papini